Articoli » VIVERE CONSAPEVOLMENTE


Vivere consapevolmente è l'obiettivo che continuiamo a sottolineare in tutti i corsi che proponiamo; sembra una condizione che si raggiungerà chissà quando e questo non ci rallegra. Ma questa visione è errata perché sposta l'obiettivo nel futuro quando noi tentiamo invece di non proiettarci avanti e indietro nel tempo bensì di vivere in tempo presente

La consapevolezza è in tempo presente ed è una condizione che si continua a vivere in ogni istante in cui si è veramente presenti a se stessi. Ma è anche un ripetersi di prese di coscienza che illuminano la nostra mente e ci "fanno vedere chiaramente" qualcosa che prima era avvolto nella nebbia. Il trucco è non occuparsi di cosa si capirà domani ma mettere tutto l'impegno per vivere consapevolmente ogni momento di oggi. Il domani non esiste.

Questo significa non lasciarsi travolgere dalle emozioni, dagli eventi, dalle persone, bensì osservare cosa si sta facendo, provando, per arrivare a scoprire il perché. E' diverso dal lasciarsi vivere, quello comune in cui le persone vivono di solito inconsapevolmente, motivate da ragioni di superficie senza domandarsi: ma perché voglio proprio quella automobile? Qual è la vera ragione per cui mi sento triste? Perché invito a cena quelle persone? Perché sono così arrabbiata? E' veramente a causa di "Caio"? Andando a fondo scopriremo che siamo mossi dal bisogno di sfuggire dalla sofferenza o dalla ricerca del piacere: bontà e altruismo sono fantasie ... ma non sono un delitto. E' così per tutti, perché quando un essere umano si identifica con la sua parte egoica non può che agire così.

Ma per cambiare occorre sapere cosa cambiare, quindi aver visto quali erano le vere motivazioni sotterranee.
Se impariamo ad osservarci pensare vedremo quale turbinio di pensieri ci accompagna costantemente, nonché la marea di giudizi che formuliamo e di censure che attuiamo che creano il nostro mondo.

E' fondamentale VEDERLI per poterli lasciare andare!

Ecco quindi che osservare i nostri pensieri, cioè osservarci pensare è un modo per uscire da se stessi e, distaccandosi da problemi ed emozioni, poterne divenire osservatori consapevoli. E' certo ovvio quanto ciò sia utile anche per non lasciarsi sovrastare da situazioni o emozioni dolorose ma con attenzione, poiché questo potrebbe diventare un modo per negare ed anestetizzare ciò che si sta provando (per paura di affrontarlo).

E' rinviare un problema, il che, in momenti di emozioni troppo forti, può essere una legittima scelta, purché non si pensi che sia la soluzione.

Così non sto dicendo di distaccarsi per non sentire, per non vivere quella emozione ma di distaccarsi per osservare i propri pensieri e giudizi a riguardo, poiché sono quelli che stanno generando proprio quella esperienza.

Infatti i pensieri sono la causa, il resto è solo l'effetto

Il mondo è un effetto ottico, ed è illusorio sempre, in tutte le sue manifestazioni. Funziona come quei giochi di simulazione in cui si indossano degli occhiali speciali, che creano l'allucinazione di vivere concretamente e permettono di sperimentare in modo tridimensionale ciò che non è altro che la proiezione di immagini su uno schermo. E' tutto finto ma il corpo ne fa esperienza. Sembra reale. E ci si diverte anche. Poi ci si toglie gli occhiali e finisce il gioco, pensando di tornare alla realtà.

Ecco L'ERRORE! Senza esserne consapevoli, abbiamo ancora indosso gli occhiali di sempre, il nostro filtro personale, che esattamente allo stesso modo, ci fanno sperimentare come reale la proiezione dei nostri pensieri, del film che c'è nella nostra testa, fatto di convinzioni personali, convinzioni generalizzate, convinzioni nascoste, quindi modelli famigliari, regole, giudizi, ecc ... .

Il mondo non è che una massa di energia che potremmo definire neutra in cui ciascuno vede il proprio film, che plasma, interpreta, colora e quindi sperimenta in modo soggettivo, in base ai pensieri interni individuali. Ognuno vede nel mondo ciò che vuole vedere.

E' dura riconoscerlo, lo so, ma anche quando vede dolore è ciò che vuole vedere. Ovvio che non ne è consapevole e fatica o non riesce ad assumersi la responsabilità delle proprie percezioni preferendo trovare conforto nella massa che è concorde nel trovare "oggettivamente negativo" un certo evento. Ma la massa non è nulla; basta che una sola persona sulla Terra viva quell'evento in modo diverso che va per aria il criterio di oggettività.

L'interpretazione NON SARA' MAI OGGETTIVA in un mondo in cui ciascuno ha dei pensieri soggettivi. E questo dovrebbe rallegrarci, perché significa che c'è sempre la possibilità di un punto di vista diverso, meno tragico e più gradevole, sempre che si sia disponibili ad accoglierlo!

Ma prima occorre assumersi la responsabilità del fatto che "ciò che vedo dipende da ciò che penso". Fatto rivoluzionario che ci porta a mettere in discussione l'assolutezza ed oggettività dei nostri pensieri e giudizi invece di cercare di cambiare il mondo.
Questo riporta il problema nelle giuste posizioni stimolandoci a cercare dove è veramente la sua causa, cioè nei pensieri, invece che a perdere tempo cercando di correggere gli effetti.

Ed eccoci di nuovo al punto di partenza: vivere consapevolmente, che significa osservare i propri pensieri, i giudizi al fatto di pensarli, e cosa stanno producendo. Significa vedere il proprio corpo che si muove e prova rabbia e sapere di non essere il proprio corpo né la propria rabbia. Significa essere nel corpo e contemporaneamente fuori ad osservare i pensieri.

E' un esercizio pratico che va fatto il più spesso possibile facendo attenzione a non giudicare o a sentirsi in colpa per i propri giudizi. O meglio: visto che avverrà certamente, occorrerà distaccarsi ancora e osservare senza giudizio il giudizio espresso, e poi il fatto che ci si è giudicati o sentiti in colpa e così lasciare andare il pensiero del pensiero del pensiero ...

So che questo argomento non è per nulla facile e forse parrà assurdo a chi da poco ha intrapreso un percorso di crescita; per chi ci segue da anni, invece, non sono concetti nuovi ma sono così profondi e destabilizzanti che sfuggono facilmente e li si dimentica per essere di nuovo riassorbiti dalle cose.

E' vero che pensare di essere totalmente responsabili di come vediamo le cose è forte, perché ci toglie ogni alibi ed ogni possibilità di dare colpe a destra e a sinistra.

Tutto questo è complicato, forse non si riesce neanche a capire bene; ma se vogliamo una via d'uscita occorre smettere di perdere tempo.

Inizia ad osservarti pensare e vedi che cosa succede ... forse scoprirai che sei già libero, solo che non lo sai!

Chiara Benini

 

 


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