Articoli » UN PO' DI STORIA


Dopo anni che Tito aveva mantenuto in equilibrio le forze contrapposte delle diverse etnie della Jugoslavia, Milosevic toglie agli Albanesi kosovari la supremazia del Kosovo e dà potere ai Serbi, i quali per anni si erano sentiti derubati oppressi e maltrattati dai primi. E' il loro grande momento, durante il quale sentono di poter recuperare la libertà e di potersi riprendere la terra, cosa che aspettavano da tempo. Ne sono convinti: è loro di diritto.

I Serbi del Kosovo che erano sempre stati in minoranza e provavano terrore per gli albanesi, ora però hanno paura di essere uccisi pur sentendosi a casa.

Ma anche gli Albanesi kosovari nel Kosovo si sentono a casa, per loro è Albania, e continuano a ritenersi padroni di quel territorio acquisito ormai da tempo.

Essi non vogliono restare sotto la Serbia, vogliono l'indipendenza di quello che ritengono loro territorio e che è stato loro tolto.
Quei Serbi e Albanesi sono kosovari, e sono entrambi orgogliosi di morire per quella che ritengono la propria patria: UN PEZZO DI TERRA!!!!

Entrambi sono convinti di avere ragione, entrambi (chi prima chi dopo) si sentono vittime perseguitate; entrambi hanno paura di essere uccisi dagli altri e, sentendosi derubati di ciò che era loro, sono disposti a morire per riaverlo insieme alla libertà!

Difesa del territorio, della storia, del popolo, di religione. Chi è la vittima? Chi è il carnefice? Chi ha torto? Chi ragione? Qual è la differenza?

Nessuna differenza: sono uguali, stessi ideali, emozioni, desideri. Diversa solo l'etnia. Perché si combattono?

Perché odiano la parte peggiore di sé che non vedono in se stessi ma solo riflessa negli altri, nel "nemico".

Il disastro sta nel Nazionalismo, nel sentirsi diversi e orgogliosi di essere serbi e non albanesi ... italiani e non francesi, inglesi e non americani ... Che follia!

Tutte le volte che, anche se in modo leggero, siamo orgogliosi di percepirci diversi da un altro (più ricchi, più poveri, più vittime, più colti, più bravi, più giusti, più onesti, più disagiati, più "sfortunati", più consapevoli, più illuminati) stiamo dicendo: io ti odio.

Strano vero? Siamo così bravi da non accorgercene, da minimizzare, da negare. Ma pensate ai confini che in seguito alle guerre sono stati spostati, l'Alto Adige, l'Istria, la Savoia in cui convivono da generazioni francesi - tedeschi - italiani - iugoslavi...E se qualcuno si risvegliasse un giorno per rivendicare l'autonomia cercando di buttare fuori "gli invasori", o per mantenere la supremazia ormai acquisita? Pensate che se per anni si alimentasse il nazionalismo coltivandolo già nelle scuole attraverso la supremazia della differenza (come è successo nel Kosovo) ci sarebbero risultati diversi?

L'istinto al possesso, al controllo, all'avere ragione, al vincere, all'essere migliore sono naturali nell'essere umano che asseconda lo stimolo dell' Operal Nero.

L'attaccamento a questi valori, il credere che siano importanti, il prenderli così sul serio da lottare per loro, li alimenta e quando in situazioni estreme queste convinzioni vengono portate all'eccesso, generano crimini, guerre, massacri.

Proprio quegli orribili massacri che, sembra impossibile vengano perpetrati da "esseri umani" !
A quei livelli, in verità, smettiamo di considerarli esseri umani e li giudichiamo "bestie, assassini, criminali", ma non sono che uomini in preda dell'Operal Nero.

Nel momento in cui li condanniamo col nostro biasimo, anche se non ne siamo consapevoli, stiamo dicendo "io sono migliore di te; io sono diverso e odio quella parte di te" (cioè di me).

Lo abbiamo fatto centinaia di volte, TUTTI. Prendiamone atto ed osserviamo che proprio mentre siamo felici "della nostra diversità" , stiamo avendo gli stessi pensieri di diversità che all'inizio avevano serbi e albanesi.

Quindi non si tratta di schierarsi di qua o di là, ma di riconoscere i nostri pensieri, di essere consapevoli e di mutarli.

"Guardare senza condannare" ciò che pensiamo degli altri (che è ciò che non vogliamo riconoscere ma pensiamo di noi stessi), non collocare colpa da nessuna parte (quella è la molla che scatena i disastri) e trascendere questo mondo ricordando che è illusorio; togliere valore o attaccamento alle cose del mondo senza per questo negarle, e ricordare che dietro qualsiasi comportamento di ogni uomo c'è un'istanza spirituale completa, guarita, innocente.

DECIDI di voler vedere questo in ogni individuo e recupera così energia e potere personale.

Scegliere di vedere la Luce nell'altro indipendentemente dalle manifestazioni dell'ego (che costituiscono l'illusoria realtà - Hainghè - Tonal ..) significa trasformare l'impulso dell'Operal Nero che tende a separare dando valore alle differenze nell'illusione, nella scelta dello Spirito che vede solo quello che c'è, l'Unione nella Verità.

Chiara Benini

 

 


Lunedì 23 Ottobre

Ore 19.30 /21
Via Gaidano, 103/31


Lezione aperta Progetto GAIA: Mindfulness e Benessere Globale

Necessaria PRENOTAZIONE a info@satorieki.com




Per i progetti finalizzati alla tutela dei diritti INVIOLABILI DEI BAMBINI