Articoli » ... CASTANEDA E I MITI


E' morto Castaneda. Sì, lo so che la notizia non è fresca, ma quando è successo questo notiziario era già stato stampato. Comunque il punto non è questo e la riflessione che volevo condividere con voi è attuale anche adesso.

A fine Giugno il telegiornale informa "E' morto Carlos Castaneda, il "Guru" della New Age, in seguito ad un cancro al fegato. E' successo due mesi fa. Il corpo è stato cremato!".

Stupore, incredulità, sbigottimento ... Com'è possibile?

E' esplosa così una bomba che nel nostro ambiente ha scatenato domande, dubbi, riflessioni, polemiche.

In quanti hanno accettato pacificamente la notizia? Per quel che ne so pochi.

"Ma tu ci credi?" - "No, secondo me è vivo"- "Secondo me ha fatto "puff" ma ha voluto prenderci tutti in giro" - "Forse non era quel grande maestro ..."

Ognuno ha inventato la propria versione. Ma proviamo ad analizzare cosa ha scatenato in parecchi il rifiuto a credere alla notizia.

Le persone tendono ad idealizzare, a creare dei miti, a mettere alcune figure sul piedistallo, ma questo non è positivo perché il modello contiene ciò che si vorrebbe essere. All'inizio lo veneri poi lo invidi; "ti invidio" è un modo gentile e non consapevole per dire "ti detesto perché non sono come te"; infatti il modello non fa che rispecchiare tutto ciò che tu ritieni ti manchi (innamoramento).

Più idealizzi il modello più si stacca dalla realtà e più tu stai venerando una immagine creata da te, un desiderio mentale. E poi guai se l'idolo fa un passo falso! Crolla tutto, la delusione è profonda e l'odio diviene manifesto. Ma cosa è crollato in realtà? La proiezione del tuo desiderio, l'immagine creata da te. Il tizio di partenza non ha rispettato i piani che avevi creato per lui e tu hai dimenticato che ... era libero! Ti rendi conto della follia? E con Castaneda è successo così.

Primo! Non doveva morire; morire è dei normali esseri umani mentre lui era uno stregone e gli stregoni fanno "puff", si smaterializzano, lasciando magari solo "un mucchietto di peli ed unghie".

Secondo! Se proprio doveva morire, non di cancro al fegato! E' una malattia, il che implica che sei in conflitto; nello specifico si parla di rabbia, risentimento, non perdono. E come può uno stregone essere arrabbiato come i comuni mortali? No, lo stregone è distaccato dal mondo e non lo subisce.

E allora ecco il rifiuto di far crollare l'idolo con le conseguenti ipotesi.

Non è morto! Ha voluto rendersi inaccessibile e dicendo che è stato cremato, non ci sarà nessuno ad andare a cercare il suo corpo.
Oppure:
Ha fatto "puff" ma ha voluto farsi grandi risate prendendosi gioco del mondo con una beffa, un agguato colossale.

Chissà! Sicuramente di chiacchiere ed ipotesi ne ha sollevate parecchie e qui si aggiunge la mia riflessione.

Secondo gli "Immortalisti" la morte deriva dal pensiero di dover morire e poiché i pensieri si possono cambiare si può vivere per sempre.

Forse, dico io, ma è questo l'obiettivo? Dare valore all'immortalità fisica? Non per me o per la Via che seguo. Il corpo è solo uno straordinario strumento a mia disposizione. Posso metterlo al servizio dell'Ego e quindi del mondo dell'illusione o al servizio dello Spirito che utilizza il mondo nell'ottica del perdono e della pace.

Ma il corpo, come il mondo, fa parte dell'illusione. Non strabuzzate gli occhi! Non si parla di solito di questo argomento se non con persone che stanno approfondendo il loro cammino di crescita (livelli successivi del Paris Energy Method, A Course in Miracles, Gruppi Interni, 2° anno dei Gruppi Esterni) ma qui vi faccio riferimento perché Castaneda distingueva il Tonal (mondo illusorio) dal Nagual (l'indefinibile Realtà) e per spiegare che ciò che ha valore non è il corpo e pertanto non abbiamo interesse a che duri in eterno. E se quindi prima o poi deve cessare di esistere (mentre lo Spirito continua), come lo lasciamo? Nella Tradizione Essena, Paolo parla di morte consapevole, affrontata da guerriero (Tradizione Tolteca).

L'immagine ideale che io mi sono fatta è questa: decidere che è venuto il Momento poiché ormai è stato fatto tutto. Mettermi in un posto comodo, sorridere e ... spegnere la luce! Il corpo resta lì ma Io sono altrove!

Però non è detto. Quando uno è ormai Puro Spirito ed il corpo costituisce solo un'appendice che deve essere lasciata, che importa qual è il mezzo fisico che si usa? Il cancro, la leucemia, l'AIDS, la polmonite, la vecchiaia ... che differenza fa?

Cristo è stato crocifisso. Qualcuno osa pensare che s'è attirato quella esperienza perché "si sentiva in colpa ed era stato cattivo"? Spero veramente di no! Così, secondo questa visione non è importante il mezzo fisico usato per lasciare il corpo, quindi Castaneda potrebbe veramente aver scelto il cancro. Permettetemi un'ultima ipotesi: non potrebbe anche lui, il Grande Maestro, aver "toppato" da qualche parte? E' comunque un essere umano e potrebbe aver compiuto degli errori, come tutti. E' questa ipotesi forse la più dura da accettare poiché "se non ce l'ha fatta lui, come posso riuscirvi io?".

Vi rispondo che non è sentendosi inferiori a dei modelli o rinnegandoli perché ci hanno deluso che si raggiungono gli obiettivi, ma vivendo col massimo di consapevolezza e svolgendo al meglio il nostro compito in ogni istante della nostra vita, come se quell'istante fosse l'ultimo. Un suggerimento: buttate giù dal piedistallo tutti i vostri idoli (Fidanzati, Genitori, Figli, Coniugi, Insegnanti, Maestri Spirituali, ecc..) ed amateli ed accettateli per ciò che sono, non per ciò che vorreste che fossero.

Questo è il Perdono. Questo è lasciarli liberi. E ricordatevi che se vi irritano, vi stanno solo facendo da specchio; se vi deludono, sono solo le vostre aspettative a crollare. Chiedetevi allora qual è l'insegnamento da apprendere. Questa è l'unica cosa importante.

Tornando a Castaneda non sapremo mai la verità. Scelta consapevole o errore? Per quanto mi concerne, dopo l'incredulità iniziale, non m'importa più.

Ma l'episodio mi ha dato modo di fare queste riflessioni ed imparare qualcosa di nuovo. Quindi anche per quanto riguarda la morte di qualsiasi persona, smettiamo di giudicare dall'apparenza!. E' stata una scelta consapevole o no? E' stato "risolto" tutto all'ultimo momento oppure restano questioni "in sospeso"? Solo quella persona lo può sapere, nessun altro. Ma alla fin fine non ci riguarda, poiché ognuno percorre la sua strada ed è solo con Se stesso che deve fare i conti.

Chiara Benini


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